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coronavirus pandemic / コロナパンデミック

イタリアが3か月ぶりに開国 / Italy opens for the first time in 3 months

Written in Japanese (related article is below)

5月17日、ヨーロッパ各国で国境封鎖の緩和が進められています。
昨日からドイツではサッカーのブンデスリーガが再開されました。
一昨日にはドイツとデンマークやルクセンブルクの国境が通行可能になりました。
明日からはバイエルン州ではビアガーデンの営業が許可されます🍻国境の話とは関係ない。

ただ、どの規制緩和もコロナ感染拡大を予防するための条件付きです。
どの国もマスク着用義務はしばらく続くと思います。

国境も含めて色んな規制緩和が進んでいっていますが、どこが行けてどこが行けないのか、行くことはできるが行動を制限する条件等があるのか等、状況を把握することがとてもややこしくなってきました。

コロナと付き合うとはこういうことなのか。

https://www.corriere.it/…/frontiere-tanti-limiti-uscire-dal…
例えば、イタリア・ローマから行ける国と行けない国はこんな感じ(5月16日時点)
イタリアは6月3日に開国
およそ3ヵ月ぶり
L’Europa

Frontiere, dal 3 giugno l’Italia riapre i confini. Con tanti limiti: ecco quali

Il nostro Paese riaprirà a tutti dal 3 giugno, Berlino lavora per ripristinare Schengen. Qualcuno, come l’Austria, si è già mosso (ma solo verso alcuni vicini). Domani i ministri degli Esteri Ue in video conferenza affronteranno il tema della riapertura delle frontiere

di Francesca Basso

Frontiere, dal 3 giugno l'Italia riapre i confini. Con tanti limiti: ecco quali

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Domani, 18 maggio, forse sapremo se da giugno anche gli italiani riusciranno a spostarsi nei Paesi Ue in libertà, senza quarantene e autocertificazioni. Roma ha già deciso che dal 3 giugno riaprono le frontiere italiane a tutti i cittadini dell’area Schengen senza distinzioni, senza quarantena e senza autocertificazione. E domani il ministro degli Esteri Luigi Di Maio cercherà di aprire canali simili anche con gli altri Paesi Ue nella videoconferenza che si terrà sull’argomento tra i ministri degli Esteri europei. Obiettivo usare le prossime due settimane per arrivare a un’uscita totale dal confinamento in modo coordinato come anche auspicato dalla Commissione europea.

In ballo ci sono le vacanze degli italiani e degli europei ma anche la sopravvivenza del settore turistico che nella Ue vale il 10% del Pil, pari a circa 1.400 miliardi, e che per alcune regioni italiane è la principale attività economica. Per questo la Commissione Ue ha presentato mercoledì scorso un pacchetto di linee guida per aiutare gli Stati membri a uscire gradualmente dal lockdown e in modo coordinato nel rispetto della salute. Si tratta però di raccomandazioni, perché vanno a toccare settori di competenza esclusiva degli Stati membri come le frontiere e la sanità. Per la Commissione è fondamentale il principio di non discriminazione: se uno Stato membro decide di permettere di viaggiare all’interno del proprio territorio o in specifiche regioni del proprio territorio, deve farlo in modo non discriminatorio consentendo l’accesso a chi proviene da tutte le aree, regioni o Paesi che nella Ue hanno una situazione epidemiologica simile e in cui «vi sono capacità sufficienti in termini di ospedali, test, sorveglianza e monitoraggio di contatti».

GUARDA IL GRAFICO
I viaggi degli italiani verso i Paesi Ue

Alcuni Stati Ue si stanno già muovendo e stanno aprendo le frontiere ai Paesi confinanti. L’Italia al momento è però esclusa.

Le frontiere Italia-Austria

Dalla mezzanotte di ieri, ad esempio, l’Austria riaprirà le frontiere con la Repubblica Ceca, la Slovacchia e l’Ungheria. I controlli ai confini saranno allenati e questo consentirà la libera circolazione delle persone e delle merci e migliorerà la situazione per i pendolari e per chi vive nelle zone prossime alla frontiera. L’Austria tre giorni fa aveva già riaperto le frontiere con Germania, Liechtenstein e Svizzera. Ma ha ribadito la chiusura delle frontiere con l’Italia se non per motivi di lavoro e traffico merci. Insomma: le frontiere Italia-Austria restano chiuse: può entrare solo chi ha un tampone negativo non più vecchio di 4 giorni o chi accetta di sottoporsi a un isolamento di 14. Anche l’Italia non le ha ancora allentate nei confronti di Vienna e degli altri Paesi Ue, ma dal 3 giugno sarà diverso.

Le frontiere Italia-Slovenia

La Slovenia, primo Paese ad avere dichiarato la fine dell’emergenza, inizialmente ha annunciato confini aperti ai cittadini Ue per poi precisare che servono prima negoziati bilaterali con i vicini. Quindi proseguirà i controlli alle frontiere. Le frontiere con la Slovenia, insomma, restano chiuse, con 9 checkpoint funzionanti: può entrare chi ha un test negativo non più vecchio di 4 giorni.

I viaggi per la Grecia

Con la Grecia i collegamenti aerei con l’Italia sono sospesi fino al 31 maggio e come ricorda il sito dell’ambasciata d’Italia ad Atene, in base alla normativa vigente in Italia, sono vietati i viaggi e gli spostamenti per turismo dall’Italia all’estero.

Le frontiere con la Svizzera

La Svizzera ha fatto sapere che riaprirà le frontiere con Germania, Francia, Austria a patto che l’evoluzione dell’epidemia da coronavirus lo permetta e alle stesse condizioni frontiere spalancate, anche per turismo, tra Austria e Germania, Francia e Germania. Berlino sta però lavorando al ripristino totale della libera circolazione delle persone dai Paesi Schengen. In Svizzera gli italiani hanno continuato a recarsi anche durante il lockdown per motivi di lavoro. Le frontiere restano aperte per chi ha un permesso di lavoro o di soggiorno.

I viaggi per la Spagna

Gli italiani che vorranno andare in Spagna, invece, dovranno tenere presente che Madrid ha prolungato lo stato di emergenza per un altro mese. Per chi arriva dall’Italia è prevista la quarantena.

Le frontiere con la Francia

Con la Francia le frontiere sono aperte a chi ha famigliari o motivi di lavoro «esenziali».

I viaggi per la Germania

Le frontiere sono aperte a chi è residente o a chi ha «comprovata urgenza»: obbligatorio, però, isolarsi per 14 giorni.

Gli altri Paesi: dal Belgio agli Usa

Alcuni Paesi impongono la quarantena a chi arriva dall’Italia, dal Belgio alla Danimarca all’Olanda (dove l’isolamento è consigliato). Non ci sono restrizioni per chi arriva dall’Italia negli Stati Uniti. Con la Cina le frontiere sono ancora chiuse, salvo eccezioni

I principi per allentare il lockdown europeo

La questione sicurezza resta prioritaria, il timore è una seconda ondata di contagi. I tre principi su cui si basa la strategia europea per l’allentamento del lockdown coordinato si basa su tre criteri: epidemiologico (l’Agenzia europea che monitora l’andamento epidemiologico Ecdc, aggiornerà una lista di aree a bassa circolazione del virus); capacità di contenimento e capacità di tracciamento attraverso le app. Il ripristino dei trasporti transfrontalieri aerei, ferroviari, marittimi e stradali dovrà tenere conto di misure di sicurezza per la salute come la riduzione della densità dei passeggeri e il distanziamento. (Qui una proposta, al vaglio della Commissione europea, che prevede l’istituzione di «zone rosse» e «verdi» in tutta Europa). Lo sforzo diplomatico è quello di arrivare a una riapertura totale delle frontiere da metà giugno. Fino al 15 sono chiusi i confini per chi viene da Paesi extra Ue. 16 maggio 2020 (modifica il 18 maggio 2020 | 10:26) © RIPRODUZIONE RISERVATA

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communication / 会話・報道

Corona becomes a job killer

「コロナはだんだんと職も殺してゆく」
ミュンヘンにあるIfo Instituteによると、バイエルン州では既に20%の企業で従業員の解雇を考えている状況にあるそうです

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Agriculture, Forestry & Fisheries / 農林水産

Austrian timber market report May 2020

Written in Japanese (original article is below)

Weltweit hat die Covid-19-Pandemie die Wirtschaft hart getroffen. In allen wichtigen Wirtschaftsregionen ist die Konjunktur im 1. Quartal 2020 deutlich eingebrochen. Experten prognostizieren für Österreich, dass die Wirtschaftsleistung im Jahr 2020 um mehr als 5% zurückgehen wird.
  
2020年5月のオーストリア木材市況が公表されました(記載価格は2020年4月から5月上旬の期間の取引を参照、消費税が加算される正味価格)
オーストリアの製材所は4月末までで時短営業は終わっているが、生産については未だ減産が続いている。
木材を運び出して製材することは早急にできないため、キクイムシ被害に対応するため保管所の拡大が進められている。
特に北部のNÖとOÖで損傷木が多く、このことが木材価格を引き下げ、またドイツバイエルン州とチェコで価格が下がっていることもオーストリアの価格引き下げに影響を与えている。
合板用、紙パルプ材用の在庫もまだたくさんあるので、溜まる損傷木を処理することが難しい状況。
 
In den Borkenkäfer Hot-Spot-Gebieten von Nieder- und Oberösterreich ist die von der Sägeindustrie angekündigte Abnahme von zusätzlichen 200.000 fm an einer gestiegenen Abfrachtgeschwindigkeit spürbar, zeitgleich wurden jedoch österreichweit weitere Preisabsenkungen angekündigt bzw. bereits umgesetzt. Die existenzbedrohenden Tiefstpreise in Bayern und Tschechien üben zudem einen fortdauernden Preis- und Mengendruck nach Österreich aus.

Holzmarktbericht der LKÖ Mai 2020

Mai 15, 2020 | Allgemein, Holzmarktbericht

Weltweit hat die Covid-19-Pandemie die Wirtschaft hart getroffen. In allen wichtigen Wirtschaftsregionen ist die Konjunktur im 1. Quartal 2020 deutlich eingebrochen. Experten prognostizieren für Österreich, dass die Wirtschaftsleistung im Jahr 2020 um mehr als 5% zurückgehen wird.

Der Nadelsägerundholzmarkt ist nach wie vor stark überlastet. Die Rundholzlager der Sägewerke sind aufgrund der hohen Mengen aus der Winterschlägerung, laufend aufzuarbeitenden und auch abzunehmenden Kalamitätshölzern und historisch hohen Importmengen nur insofern aufnahmefähig, als zur gleichen Zeit eingeschnitten wird. Die Produktion der Sägewerke läuft aufgrund der Corona bedingten Exportdrosselungen zwar noch auf reduziertem Niveau, einzelne Betriebe haben die Kurzarbeit wegen guter Auftragslage mit Ende April wieder beendet. Der Holzabtransport aus dem Wald erfolgt größtenteils nur schleppend, wodurch Waldlager aufgrund der notwendigen Aufarbeitung von Kalamitäten weiter zunehmen. Forstseitig ist man daher bemüht Nasslagerkapazitäten auszubauen, um Qualitätsverluste zu vermeiden. In den Borkenkäfer Hot-Spot-Gebieten von Nieder- und Oberösterreich ist die von der Sägeindustrie angekündigte Abnahme von zusätzlichen 200.000 fm an einer gestiegenen Abfrachtgeschwindigkeit spürbar, zeitgleich wurden jedoch österreichweit weitere Preisabsenkungen angekündigt bzw. bereits umgesetzt. Die existenzbedrohenden Tiefstpreise in Bayern und Tschechien üben zudem einen fortdauernden Preis- und Mengendruck nach Österreich aus.

Die Standorte der Papier- Zellstoff- und Plattenindustrie sind ebenfalls sehr gut mit Nadelindustrierundholz bevorratet. Die Mengennachfrage ist flau, die Abfrachtung stark verzögert und der Abbau von Waldlagern daher nahezu unmöglich. Mancherorts wird Faserholz mit dem Sägerundholz zu Niedrigstpreisen mitgeliefert, um Forstschutzerfordernissen gerecht zu werden. Waldverbände versuchen auch bei diesem Sortiment durch die Anlage von Trockenlagern zu einer Entspannung die Lage beizutragen. Nur alternative Vermarktungsmöglichkeiten von Großmengen in der Bioökonomie werden längerfristig zu einer Entlastung dieses Marktsegmentes beitragen können.

Am Energieholzmarkt ist die Vermarktung von Mengen außerhalb laufender Verträge auf Dauer unmöglich. Aufgrund fehlender Verwertungsalternativen von Faserholz drängt nun auch dieses Sortiment verstärkt in den Energieholzmarkt und verschärft die Lage zusätzlich.

Alle angegebenen Preise beziehen sich auf Geschäftsfälle im Zeitraum April – Anfang Mai 2020 und sind Nettopreise, zu denen die Umsatzsteuer zuzurechnen ist. Für den Holzverkauf an Unternehmer gelten folgende Steuersätze: bei Umsatzsteuerpauschalierung für alle Sortimente 13 %, bei Regelbesteuerung sind für Energieholz/Brennholz 13 % und für Rundholz 20 % anzuwenden.

Holzmarktbericht_Mai

Preistabelle_Mai

Preisentwicklung

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coronavirus pandemic / コロナパンデミック

スウェーデンが選んだ特別な道とその後 / Sweden’s special route and its consequences

Written in Japanese (original article is below)

Schwedens Sonderweg und seine Folgen, 15. Mai 2020

「スウェーデンが選んだ特別な道とその後」

2020年5月15日の南ドイツ新聞の記事です。

コロナパンデミックで世界各国でロックダウンや外出禁止等の制限を課していくなかで、スウェーデンは特に制限を設けずに(ザクっというと)自由を優先することを選びました。

記事の趣旨はこの一言です。

“Wirtschaftsprognostiker haben derzeit einen ähnlich schweren Job wie Epidemiologen”

いま、(予測する)経済学者は疫学者と同じくらい困難な仕事に直面している

はたして、スウェーデンの経済は、厳しい規制をしてきたドイツや近隣の北欧諸国の経済よりも本当に影響は小さいのか。答えは、経済的な影響を説明するにも今の段階ではまだ誰も何も言えないということ。経済学者がいうひとつ確かなことは、世界的な景気後退はスウェーデンも直面するということ。

学校をはじめレストランやジム等の閉鎖はなかったけど、国内消費を見ても他国とあまり差はない。制限はされなかったけどホームオフィスが多くて、買い物に行く人は少なく、客が少ないホテルも営業をやめた。もしかすると「サービス業部門」に違いがでるかもしれない。欧州委員会ではスウェーデンの経済が6.1%、ドイツ6.5%、デンマーク5.9%下落し、フィンランドとノルウェーでも同程度の数値が予測されている。

経済活動を制限しなくても制限する場合と同じ効果になってしまう状況、日本の「自粛ムード」に似ている。

コロナパンデミックの影響は大きい。まだまだ見えない影響がたくさんある。

15. Mai 2020, 17:30 Uhr

Coronavirus:Schwedens Sonderweg und seine Folgen

Stockholm

Vergangene Woche in Stockholm: Die Restaurants sind geöffnet, und die Schweden nutzten die Möglichkeit, bei schönem Wetter draußen zu sitzen.(Foto: AFP)

In der Corona-Krise wird die Strategie Schwedens aufmerksam beobachtet. Läden, Cafés und Restaurants blieben normal geöffnet. Doch wird Schwedens Wirtschaft so wirklich weniger leiden?

Von Kai Strittmatter und Bastian Brinkmann, Stockholm

In der Coronavirus-Pandemie ist etwas geschehen, was die Schweden selbst am meisten verblüfft: Ihr Land ist zu einer Chiffre geworden. Ihr Kurs in der Krise, der mehr auf Appelle und Eigenverantwortlichkeit setzt denn auf Restriktionen, ist mit einem Mal ein Banner, hinter dem sich überall auf der Welt erstaunliche Koalitionen versammeln, denen die Linie des eigenen Landes nicht passt: unter den neuen Schweden-Fans finden sich amerikanische Libertäre und europäische Rechtspopulisten, aber auch Unternehmer und Wirtschaftsvertreter, die schon länger neidisch ins vermeintlich geschäftigere Schweden blicken angesichts der zu erwartenden Wirtschaftseinbrüche.

In den USA warf Moderator Tucker Carlson vom konservativen Sender Fox News den eigenen Behörden vor, mit Ausgangssperren dem “chinesischen Modell zu folgen” anstatt dem großartigen schwedischen Kurs der Freiwilligkeit. Auf den Demos der rechten Wutbürger konnte man Plakate sehen: “Be like Sweden!” In Deutschland forderte die FAZ “Mehr Schweden wagen!” Die Bild fragt in einer Kolumne: “Und wie geht’s Schweden?” (Unterm Strich, so die Botschaft, super). In der Welt konnte man lesen, dass “Schweden vieles besser macht”, unter anderem, weil in dem Land “das Coronavirus ohne Schaden für Grundrechte und Arbeitsplätze erfolgreich eingedämmt” worden sei.

Wirtschaftsprognostiker haben derzeit einen ähnlich schweren Job wie Epidemiologen

Wenn die Sache mit den Arbeitsplätzen denn stimmte. Das ist die große Frage: Wird Schwedens Wirtschaft am Ende tatsächlich glimpflicher davonkommen als die Deutschlands oder auch die der nordischen Nachbarländer, die auf strengere Restriktionen setzten? Die Behörden in Stockholm untermauerten ihren Kurs gern mit dem Argument, es sei langfristig der nachhaltigere. Die Hoffnung war, dass die psychischen aber auch die ökonomischen Folgekosten in der Gesellschaft bei dem entspannteren Ansatz am Ende die geringeren seien. Zumindest was die Wirtschaft angeht, könnte diese Hoffnung allerdings eine trügerische sein. Schweden werde am Ende wohl “nicht als wirtschaftlicher Gewinner” dastehen, betitelte das wirtschaftsfreundliche Svenska Dagbladet unlängst einen Vergleich Schwedens mit den anderen skandinavischen Ländern.

Die Prognosen liegen eng beieinander. Die Europäische Kommission etwa prophezeit Schweden einen Konjunktureinbruch von 6,1 Prozent, Deutschland ein Minus von 6,5 Prozent, und Dänemark 5,9 Prozent. Für Finnland und Norwegen werden ähnliche Zahlen vorhergesagt. Die deutsche Bundesregierung wiederum erwartet für Deutschland ein Minus von 6,3 Prozent, während die Riksbank, die schwedische Zentralbank ihrem Land gar ein Minus zwischen sieben und zehn Prozent vorhersagte. All diese Werte liegen zu nah beieinander. Die Methoden ihrer Berechnung sind zum jetzigen Zeitpunkt zu unsicher, um wirklich Unterschiede belegen zu können. Wirtschaftsprognostiker haben derzeit einen ähnlich schweren Job wie Epidemiologen: Sie wissen auch nicht, wie das Virus sich weiter verhalten wird – und wie die Menschen darauf reagieren.

In einem allerdings sind sich die Ökonomen einig: Der Absturz der Weltwirtschaft wird auch Schweden voll treffen, und das ist kein Wunder. Denn auch in Schweden ist die Industrieproduktion zum Erliegen gekommen, erst Ende April wurde sie teilweise wieder aufgenommen. Der Autobauer Volvo etwa ließ letzte Woche wieder all seine Fabriken anlaufen. Wie in Deutschland haben auch schwedische Fabriken Probleme, etwa dass Teile fehlen, weil die weltweiten Lieferketten gerissen sind. Für die erwartete Arbeitslosigkeit haben Schwedens Arbeitgeberverband und die Gewerkschaft eben erst für dieses Jahr Werte von um die zehn Prozent vorhergesagt. Und ähnlich wie Deutschland ist Schweden sehr abhängig vom Export, der fast die Hälfte seiner Wirtschaftsleistung ausmacht. Prognosen auf diesem Feld beruhen im Moment fast ausschließlich auf Umfragen unter betroffenen Firmen, und da klingen die Klagen im Norden fast überall gleich. Ein “Horrorjahr für die dänischen Exporte” erwartet der Verband der dänischen Industrie, “nachtschwarze” Monate prognostiziert in Stockholm der Verband “Business Sweden”.

Es lohnt jedoch der Blick auf den Binnenkonsum, denn hier könnte der schwedische Sonderweg einen Unterschied machen. Schließlich waren die Restaurants, die Fitnessstudios und die Schulen bis zur zehnten Klasse hier nie geschlossen. Kaufen die Schweden also in diesem Jahr mehr ein als die Deutschen, gehen sie häufiger ins Café? Erste Indizien deuten an, dass die Antwort ist: ein bisschen. Allerdings kann noch niemand sagen, wie groß das Bisschen ist.

Einen positiven “Schweden-Effekt” im Dienstleistungssektor vermutet etwa die Versicherungs- und Bankengruppe Länsförsäkringar. “Verglichen mit anderen Ländern haben wir die Möglichkeit, besser durchzukommen,” sagte auch Ylva Hedén Westerdahl der SZ. Sie ist die Prognose-Chefin des staatlichen Konjunkturinstituts. Allerdings ist ihr wichtig zu betonen, dass auch die Schweden zu Hause bleiben und viele im Homeoffice arbeiten. Ja, theoretisch könne man einkaufen gehen, aber in der Praxis meldet der schwedische Einzelhandel “sehr, sehr niedrige Zahlen”. Hotels etwa durften geöffnet bleiben, tatsächlich aber schlossen nicht wenige Hotels, weil die Gäste ausblieben. Die Altstadt von Stockholm sah die letzten zwei Monate kaum weniger gähnend leer aus als die Innenstadt anderer europäischer Städte. Die Bekleidungskette MQ meldete im April Insolvenz an, nachdem die Kunden ausgeblieben waren. Auch freiwillige Verhaltensänderungen könnten “sehr dramatische Folgen haben”, sagt John Hassler. Er arbeitet als Wirtschaftswissenschaftler an der Universität Stockholm. Menschen in Ländern mit hohem Vertrauen in die Regierung wie in Schweden folgten auch ohne Verbote und Restriktionen den Behördenempfehlungen eher als in anderen Staaten, glaubt Hassler.

Ob die Strategie den Schweden am Ende einen kleinen Vorteil verschafft, ist noch unklar

Erste Bewegungsdaten von Smartphone-Kartenunternehmen wie Google und Apple deuten darauf hin, dass sich das Ausgehverhalten der Schweden im März und April nicht allzu sehr unterschied von dem der Dänen und der Norweger. Die Schweden waren demzufolge ein wenig mehr unterwegs, zum größten Teil blieben aber auch sie zu Hause. Ein ähnliches Bild zeichnen die Banken mit Blick auf die Kredit- und Bankkarten-Transaktionen ihrer Kunden. SEB und Swedbank etwa meldeten jeweils bis Mitte April einen Rückgang der Kartenzahlungen um 25 bis 30 Prozent. Forscher der Universität Kopenhagen, die die Konto-Daten von fünf Millionen Kunden der Danske Bank in Dänemark und Schweden ausgewertet haben, kommen für die ersten Wochen der strengen Ausgangssperren in Dänemark auf einen nur kleinen Unterschied zwischen beiden Ländern: Von Anfang März bis zum 5. April waren von dänischen Konten im Durchschnitt 29 Prozent weniger Geld abgeflossen, von den schwedischen 25 Prozent.

Unterm Strich bleibt: Die Schweden wird es wohl ähnlich hart treffen wie andere europäische Länder. Ob ihre Strategie ihnen am Ende einen kleinen Vorteil verschafft, ist derzeit unklar. Und so schnell wird es dafür auch keine Antwort geben, sagt Torbjörn Isaksson, Chefanalyst der Nordea-Bank in Schweden: “Bis wir das richtig wissen, dauert es noch ein bis zwei Jahre.”

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coronavirus pandemic / コロナパンデミック

ドイツでコロナデモ / Corona demo in Germany

Written in Japanese (related article is below)

明日ミュンヘン市では1万人規模のデモが実施される可能性があります。コロナパンデミック対策としてとられている色んな制限に抗議するためです。
 
デモ自体は珍しいことではなくて、今の時期はコロナ関連で他の都市でもよくされています。
メルケル首相の政治力を評価する世論がある一方で、どこの国も同じように、今の政策に(理性的に)反対する人も一定数います。色んな意見があって色んな人が声を上げること、当然なことです。
 
通常、デモを行う場合はデモ主催者が市に届け出をだします。ただ、現在コロナ対策で屋外で1000人以上の規模で集会をすることは制限されているにも関わらず、先週のデモでは予定されていた人数80人を大きく超えて3000人の参加者があったため、政治的だけではなくて防疫的にも問題視されていました。
明日は1万人参加者がいるのではないかと言われていますが、それに備えて500人の警官を配置するそうです。1000人を越える場合は1001人目からは帰ってもらう作戦です。参加者2人に1人の警官を配置するわけなので、徹底して対応することが分かります。
  
ところで、ミュンヘンの警察官は市だけで6400人くらいいるらしいです。京都府全体の警察官数と同じくらいです。ちなみに日本で最も多い東京都では43000人です。
 
ミュンヘンの「コロナ禍の政策と市民の声」事情でした。
コロナ禍の読み方が分かりませんでした。渦なのか鍋なのか、ドイツでもコロナのせいで一般的になった言葉がいくつもあります。

Corona in München: Demonstranten wollen nicht locker lassen – „Nächsten Samstag sind wir wieder hier“

Die Teilnehmerzahl bei der Münchner Demo gegen die Corona-Beschränkungen war auf 1000 beschränkt. Diese Zahl war 20 Minuten vor Beginn erreicht. Zu schaffen machte der Polizei mehr die große Zahl von Demonstranten, die sich am Rand der Wiesn versammelten.

Die Corona-Demo auf der Theresienwiese ist friedlich verlaufen. Jenseits der Kundgebung versammelten sich jedoch 2500 Menschen rund um die Wiesn. Die Polizei schritt ein und erteilte 600 Platzverweise. Die Initiatoren der Demo* wollen auch kommenden Samstag protestieren.

Die Versammlung auf der #Theresienwiese läuft seit ca. einer Stunde mit der genehmigten Teilnehmerzahl.

Rund um das Gelände stehen nach wie vor viele Personen, die den Mindestabstand von 1,5 Meter deutlich unterschreiten.

Wir fordern diese auf, sich zu entfernen.#muc1605— Polizei München (@PolizeiMuenchen) May 16, 2020

Am Rednerpult auf der Bühne ist ein Pappschild aufgeklebt. „Weder rechts noch links“, ist darauf zu lesen. Die Botschaft der Demo-Organisatoren: Sie wollen sich nicht in eine Ecke drängen lassen. Die Immobilienmaklerin Sina Bodden, eine der Rednerinnen, erklärt, sie sei es leid, als Verschwörungstheoretikerin hingestellt zu werden. Und sie finde es unerträglich, dass so viel Angst vor dem Virus verbreitet werde. „Angst, Angst – und noch mal Angst.“

Corona-Demo in München: Stadt beschränkt Zahl der Kundgebuns-Teilnehmer

1000 Demonstranten versammeln sich am Samstag innerhalb eines großräumig abgesperrten Bereichs auf der Theresienwiese. Mehr hat die Stadt aus Infektionsschutz-Gründen nicht zugelassen. Die Initiatoren hatten die Kundgebung für 10 000 Personen angemeldet. Die maximal zulässige Zahl von 1000 Teilnehmern ist rund 20 Minuten vor Veranstaltungsbeginn erreicht. Um 14.50 Uhr macht die Polizei erstmals eine Durchsage per Lautsprecher an die Menschen, die sich am Rande der Theresienwiese entlang des Bavariarings drängen: „1000 Teilnehmer sind erreicht. Bitte verlassen Sie die Wiesn.“ Es folgt ein gellendes Pfeifkonzert der immer stärker anwachsenden Menge im Umfeld der Wiesn.

Randprobleme: Rund um die Wiesn versammelten sich etwa 2500 Menschen. Die Polizei schritt mehrfach ein.© Sigi Jantz

Die Polizei hat unterdessen nicht wie angekündigt gut 500 Beamte, sondern 1000 Einsatzkräfte bereitgestellt. „Nicht weil wir Ausschreitungen befürchten würden, sondern um unsere Strategie umsetzen zu können“, wie Sprecher Marcus da Gloria Martins erklärt. Maxime sei, den Zustrom aufs Gelände rechtzeitig und weitläufig zu begrenzen und weitere Menschenansammlungen zu verhindern. Letzteres gelingt nicht. Dazu später mehr.

Einige Personen an der #Theresienwiese halten sich nicht an die geltenden Regeln und ignorieren die Lautsprecherdurchsagen.

Wir beginnen nun, konsequent gegen diese Personen mit polizeilichen Maßnahmen vorzugehen. #muc1605— Polizei München (@PolizeiMuenchen) May 16, 2020

Auf der Demo selbst halten die Teilnehmer brav die Mindestabstände von 1,5 Metern ein. Zwischen den Redebeiträgen ertönt Musik aus dem Hippie-Musical „Hair“. Die Altersstruktur der Demonstranten ist gemischt, die Organisatoren selbst – alle Privatpersonen ohne politischen Hintergrund – sind eher älteren Semesters. Die Polizei spricht später von einem „überwiegend bürgerlichen Publikum“. Kleingruppen aus dem extremen Spektrum von rechts und links seien jedoch zu sehen gewesen. Hier habe es Versuche des Anheizens der Menge gegeben. Der Großteil der Leute habe jedoch vernünftig reagiert.

Corona-Demo in München: Flugblätter mit obskuren Theorien

Auf der Demo sieht man Transparente mit Slogans wie „Freiheit statt Zwang“, andere Masken mit der Aufschrift „mundtot“. Es kursieren aber auch Flugblätter mit obskuren Theorien. Die Redner auf der Bühne prangern „die Unverhältnismäßigkeit der Corona-Maßnahmen“ an und sprechen von politischer Willkür. Ein Arzt fordert unter großem Beifall: „Lasst uns wieder ins normale Leben zurückkehren.“ Vor den Absperrungen stehen auch Kritiker der Demo – vor allem von Verschwörungstheoretikern. Sie werfen auf Plakaten die Frage auf: „Euer Ernst?“

Protest: Viele Demonstranten fühlen sich in ihren Freiheitsrechten eingeschränkt© Sigi Jantz

Es ist 16 Uhr, die Leute am Bavariaring – laut Polizei rund 2500 – stehen mittlerweile dicht an dicht. Auch mehrere Seitenstraßen sind abgesperrt. Die Einsatzleitung wartet ab. Erst um 16.20 Uhr erneuert die Polizei ihre Aufforderung, umgehend das Gelände zu verlassen, weil es sich um eine „unerlaubte Versammlung“ handele. Nun kommt die Durchsage im Fünf-Minuten-Takt. Die Demonstranten skandieren: „Grundgesetz, Grundgesetz!“ Bis die Polizei ernst macht. Immer mehr Menschen, die sich widersetzen, werden abgeführt. Die Lage droht kurzzeitig zu eskalieren.

Corona-Demo in München: Polizei spricht 600 Platzverweise aus

Tut sie aber nicht. Weil die Polizei mit Umsicht vorgeht, und es auch vonseiten der Demonstranten zu keiner Gewalt kommt. Am Ende werden jedoch 600 Platzverweise ausgesprochen, von mehr als 200 Demonstranten wird die Identität festgestellt. Über 20 Personen erhalten eine Anzeige wegen Verstoßes nach dem Infektionsschutzgesetz. Martins resümiert: „Wir sind sehr zufrieden mit dem Verlauf.“ Auch in Nürnberg, Augsburg und Würzburg verlaufen die Proteste weitgehend friedlich.

Fußballfan kritisiert Coronaregeln.© Christina Pahnke/sampics

Dominik Krause, Stadtrat und Vorsitzender der Münchner Grünen, ist einer der wenigen Politiker, die die Szenerie am Samstag live mitverfolgen. Anders als vor einer Woche am Marienplatz sei die Veranstaltung nicht aus dem Ruder gelaufen. Krause, der relativ unverdächtig ist, der Staatsgewalt unkritisch gegenüberzustehen, sagt: „Da muss man die Polizei auch mal loben.“ Er beurteilt das Teilnehmerfeld als „sehr heterogen“. Die Veranstaltung habe eher „Happening-Charakter“ gehabt. Dennoch hätten Rechtsradikale erneut versucht, die Bühne für ihre Zwecke zu instrumentalisieren.

Rigoros: Störer werden von der Polizei abgeführt.© Sigi Jantz

Die Organisatoren der Demo wollen unterdessen kommenden Samstag wieder protestieren. Man sei guten Mutes, „dann mit 10 000 Menschen hier zu stehen“, lassen sie verlauten. Mal sehen, wie viele Personen die Stadt diesmal genehmigen wird.

*Merkur.de und tz.de sind Teile des bundesweiten Ippen-Digital-Redaktionsnetzwerks.

Rubriklistenbild: © Sigi Jantz

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フィンランドの木材貿易事情 / Finnish timber trade situation

Written in Japanese (original article is below)

フィンランドの主な製材輸出国のひとつはエジプト。その主な輸出先の産業は観光と石油に由来しているものだけど、どちらもコロナウイルスの影響で上手くいっていない。もうひとつは中国。コロナの影響で工業生産全体で急激な減速があったけど、今は明らかに改善している。イギリスでは建設部門がほぼ停止していて、5月に再開する予定。サウジアラビアでは、原油価格の急激な下落が建設を縮小する予測。ドイツとフランスでは、建設が大幅に減少している。あと日本の状況ではフィンランドからの製材輸出状況は今の状態が妥当だと。
 
オーストリアの業界誌が取り上げる記事で日本とフィンランドのことが書かれていた。フィンランド大使館にフィンランド形式の木造建築物を日本の技術者と協力して素早く建てた先例だっていう話だと思うけど、これはまるで、技術者付き木造建築製品の輸出の例だな。

Japan am Beginn einer neuen Holzbauära

Tragkonstruktion aus Finnland in nur elf Tagen errichtet

Ein Artikel von Raphael Zeman | 14.05.2020 – 10:39 Dieser Holzpavillon ist ein Vorzeigebeispiel für internationale Zusammenarbeit. Unter anderem wurde schon bei der Herstellung der Holzbauelemente in Finnland auf die Gegeben- und Gepflogenheiten in Japan geachtet. Laut dem Architekten Atsushi Ueda habe die Ära des Bauens mit Holz dort gerade erst begonnen und ein grenzübergreifender Austausch sei dabei für alle Beteiligten von Vorteil.

Seit Anfang Mai bereichert der Holzpavillon die finnische Botschaft in Tokio und wird fortan als Veranstaltungsort genutzt. Während der Olympischen und Paralympischen Spiele 2021 soll zudem das finnische Nationalteam darin untergebracht werden. Die von der finnischen Holzindustrie Metsä Wood gefertigten Elemente wurden im Werk von Timberpoint in Loviisa abgebunden. Die schnelle Herstellung der vorgefertigten Elemente innerhalb von nur sieben Wochen sei auch auf die Tatsache zurückzuführen, dass die Produzenten von Beginn an in den Planungsprozess involviert waren und eng mit dem Statiker zusammenarbeiteten, so Metsä Wood in einer Aussendung. Ein besonderes Detail stellte dabei die Treppe aus Furnierschichtholz-Platten dar: „Die Treppe lag mir am meisten am Herzen. Sie war außerordentlich anspruchsvoll und hochwertig und es hat Spaß gemacht, sie zu bauen“, erzählt Marko Suonpää, Miteigentümer von Timberpoint.

Teamarbeit ist Um und Auf

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Ein 25 t-Mobilkran reichte aus, um die vorgefertigten Holzelemente zu montieren. © Metsä Wood

Bereits bei der Herstellung der Holzbauelemente wurde auf die Vorgehensweise in Japan geachtet. Da die dortige Gesetzgebung die Verwendung großer Transportfahrzeuge im Stadtgebiet verbietet, waren die Bauteile maximal 9 m lang. Zudem wurden sie in der Reihenfolge der Montage in die Container gelegt und dann nach Japan verschifft. Vor Ort übernahm dann der Holzbaubetrieb Puurakentajat die Montage der Tragkonstruktion, welche in nur elf Tagen errichtet wurde. Danach war Guest House unter der Leitung des japanischen Architekten Atsushi Ueda für den Fenstereinbau und die Fertigstellung der Innenräume und sichtbaren Oberflächen zuständig. „Das Design des Pavillons unterscheidet sich deutlich vom japanischen Stil. Das Beste ist die Vorfertigung“, so Ueda.

„Wenn sie gut konzipiert sind, können neue Holzstrukturen leicht auf älteren Fundamenten errichtet werden“, befindet Jyrki Huttunen, CEO von Puurakentajat. In diesem Fall wurde der Pavillon mithilfe eines 25 t-Mobilkrans auf einer bestehenden Garage platziert. Nach den Olympischen Spielen kann der Pavillon abgebaut und an einem anderen Standort neu errichtet werden.

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„Die Zusammenarbeit mit den japanischen Zimmerleuten lief sehr gut, auch wenn wir keine gemeinsame Sprache haben“, erzählt Huttunen und Ueda fügt hinzu: „Es wäre für beide Länder von Vorteil, wenn wir diese Verbindung und dieses Netzwerk für die Zukunft ausbauen würden. Die neue Ära des Bauens mit Holz hat in Japan gerade erst begonnen. Ich bin fest davon überzeugt, dass dies auch für Finnland eine große Chance ist.“

Quelle: Metsä Wood

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Lifestyle / 暮らし

ダニの季節が到来 / Tick season is coming

Zeckensaison kommt schon
ダニが活発に動く季節になりました。山や森に行く人は注意しましょう。ドイツには約20種類のダニがいるけど、昨年はバイエルン州ではイボマダニHyalommaが流行しました。ライム病は本当に厄介な感染症なので気を付けないといけません。

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Agriculture, Forestry & Fisheries / 農林水産

If the oak comes before the ash, there is a big wash

Written in Japanese (original article is below)

Ein Patentrezept für den Schutz der Wälder gebe es nicht, daher sei es wichtig, die Natur wenigstens versuchsweise ihren eigenen Weg gehen zu lassen – und ihn dabei wissenschaftlich zu beobachten. Von einem privaten Waldbesitzer könne man das kaum erwarten.

森林を保護するための万能な処方箋はない。だから、自然の中で少なくとも試験的に方法を試し、それを科学的に観察することが重要。ただそうした見地は私有林の所有者からはほとんど期待できない。

 

12. Mai 2020, 7:11 Uhr

Agrar:Dürre und Schädlinge: Land erntet doppelt so viel Holz

Agrar

Holz stapelt sich an einem Feldweg in einem Wald. Foto: Matthias Bein/dpa-Zentralbild/dpa/Symbobild (Foto: dpa)

Direkt aus dem dpa-Newskanal

Magdeburg (dpa/sa) – Nach Stürmen, Dürren und Schädlingsbefall hat der Landesforstbetrieb (LFB) Sachsen-Anhalt in den vergangenen Jahren mehr als doppelt so viele Bäume gefällt wie eigentlich geplant. Seit 2018 schlage der Landesforstbetrieb jährlich 1,2 bis 1,5 Millionen Festmeter Holz ein, teilte Sachsen-Anhalts öffentlicher Waldbesitzer mit. Geplant waren demnach nur rund 670 000 Festmeter. Mit dem massenhaften Fällen will der LFB dem Borkenkäfer das Brutholz entziehen und so die weitere Ausbreitung des Schädlings eindämmen.

Seit 2018 schlägt der Betrieb ausschließlich Schadholz – also Bäume, die bei Stürmen beschädigt oder durch Schädlinge befallen wurden. Wenigstens die Qualität des Schadholzes sei dabei in den vergangenen beiden Jahren besser geworden, berichtete der LFB: Wurden 2018 vor allem Bäume aus den Wäldern geholt, die von Stürmen gebrochen und umgeworfen wurden, ernten die Förster inzwischen vor allem Holz, das von Borkenkäfern befallen ist. “Bei stehenden Käferbäumen kann unter günstigen Umständen, durch eine gute Logistikkette, Holz in relativ frischer Qualität an die Abnehmer geliefert werden”, so der LFB.

Die enormen Mengen an Holz, die durch den massiven Einschlag auf den Markt geschwemmt werden, seien jedoch eine große Herausforderung, räumte der Direktor des Landesforstbetriebes, Bernd Dost, ein. “Der Einschlag kann aber nicht zurückgefahren werden.” Daher suche der Betrieb den Kontakt zu den Vermarktern und schaffe gleichzeitig Lagerkapazitäten, damit nicht alle geschlagenen Bäume direkt auf dem Holzmarkt landen und dort weiter die Preise drücken. Bis mindestens August werde der Landesforstbetrieb noch mit dem Schadholz aus den Landeswäldern beschäftigt sein, schätzte der Direktor.

Private Waldbesitzer sehen die Strategie der Landesregierung kritisch. Das Schadholz überschwemme den Markt und mache die Ernte für die Waldbesitzer unrentabel, sagte Uwe Daum, Vorstandsvorsitzender der Forstbetriebsgemeinschaft Ostharz, in der sich 29 Waldbesitzer aus dem Harz organisieren. “Da tut uns der Landesforstbetrieb gar keinen Gefallen mit”. Die Wälder in Privatbesitz seien oft schwerer erreichbar, die Ernte des Schadholzes lohne sich daher für viele nicht. “Wir werden deshalb noch sehr viel länger mit dem Thema zu tun haben als bis zum August”.

Das Land unterstützt auch private Förster beim Abtransport von Schadholz und der Aufforstung. Dabei ist das Agrarministerium jedoch auch Bundesmittel angewiesen – und die sind unglücklich unter den Ländern verteilt. So wurde das Geld aus Berlin nicht nach der Betroffenheit von Waldschäden verteilt, sondern nach dem Anteil der Wälder an der Fläche des Bundeslandes insgesamt. Die ist in Sachsen-Anhalt mit 26 Prozent eher gering. Nach Regierungsangaben zählt das Land aber zu den fünf mit den größten Waldschäden.

Agrarministerin Claudia Dalbert (Grüne) und Ministerpräsident Reiner Haseloff (CDU) versuchten Ende April vergeblich, Bundesagrarministerin Julia Klöckner (CDU) zu Korrekturen zu bewegen. Stattdessen wollte sich die Bundesministerin dafür einsetzen, dass andere Bundesländer nicht abgerufene Fördermittel freiwillig stark betroffenen Ländern zur Verfügung stellen. In Sachsen-Anhalt waren von 11 Millionen Euro, die für die Förderung des Abtransports von Schadholz im ganzen Jahr zur Verfügung standen, Ende April bereits 8 Millionen Euro beantragt.

Förster Daum bewertet den Kahlschlag zum Waldschutz aber nicht nur aus ökonomischen Gründen kritisch, sondern auch aus ökologischen. “Auch tote Bäume haben eine Funktion im Wald“, sagte Daum. Sie würden zum Beispiel Schatten spenden und so verhindern, dass die Sonne direkt auf den Waldboden scheint und ihn so austrocknet.

Auch Naturschützer sehen das Vorgehen mit Skepsis. Das Abholzen sei der einzige Weg, das Holz noch einigermaßen gut zu vermarkten, sagte der stellvertretende Vorsitzende des BUND Sachsen-Anhalt, Dieter Leupold. Aus wirtschaftlicher Sicht sei die Strategie also nachvollziehbar, jedenfalls für private Waldbesitzer. Vom Land wünscht sich Leupold aber etwas mehr Mut: “Man sollte auch große Flächen befallenen Waldes sich selbst überlassen, um zu schauen, welche Strategie die Natur entwickelt”, sagte der Umweltschützer.

Ein Patentrezept für den Schutz der Wälder gebe es nicht, daher sei es wichtig, die Natur wenigstens versuchsweise ihren eigenen Weg gehen zu lassen – und ihn dabei wissenschaftlich zu beobachten. Von einem privaten Waldbesitzer könne man das kaum erwarten. Wohl aber könnten auch diese etwas mehr Demut zeigen, sagte Leupold. Die privaten Besitzer hätten mit den Monokulturen, durch die die Wälder nun besonders anfällig seien, jahrelang gutes Geld verdient. Das räche sich nun. Die Wälder fielen nun den Auswirkungen des Klimawandels zum Opfer, vor denen Umweltschützer schon lange warnten.

Inzwischen werfen die privaten Wälder laut Förster Daum kaum noch Geld ab, wenn überhaupt. Einen dritten Dürresommer würden viele private Waldbesitzer nicht überstehen, sagte er. Doch er ist bester Dinge, dass kein solcher dritter Sommer ins Haus steht. Grund dafür ist eine alte Försterweisheit: “Kommt die Eiche vor der Esche, gibt es eine große Wäsche”, zitiert Daum. Und in diesem Frühjahr sei die Eiche deutlich vor der Esche gekommen.

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Lifestyle / 暮らし

Germany Rent Comparison 2018

ドイツ国内各郡の水道光熱費を除く平均家賃の比較です。(Kaltmiete pro m2)首都ベルリンはそんな高いわけではなく、ドイツで家賃が最も高い都市はミュンヘンとフランクフルトです。バイエルン州の州都であるミュンヘンの家賃(約2010円/㎥)は1995年から2017年の間に70%以上も増加しています。ミュンヘンに人が集まってるせいかな

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Agriculture, Forestry & Fisheries / 農林水産 leterature / 文献

イタリアにおける認証された養殖水産物と消費者の行動の関係 / The relationship between certified aquaculture and consumer behavior in Italy

Written in English and Japanese (related article is below)

Interestingly, I read a recent paper surveyed on organic certification of farmed seafood and consumer preferences. Thank you so much, Dr. #FabrizioCapoccioni at #CREA (Council for Agricultural Research and Agricultural Economy Analysis) in Italy, for sending me your research. Not only in the fisheries field but also in other fields, there is the problem about „These are similar products, but if inexpensive A with unknown sales channel and expensive B with certificate environmentally friendly, which one would you buy?“. In Italy, more than 70% of families spend about 2000-6000 JPY per month on farmed seafood, and about half of consumers tend to buy certified food despite its high price. After all, I wonder if the conditions under which a certificated product can exert its effect are related to whether the consumer knows the intent of the certification or whether the consumer believes in the certified product.
 

養殖された魚介類の有機認証(organic certification)と消費者の選好について調査された最近の論文があります。水産分野に限らず「同様の商品でどのような生産工程を経て販売されているか分からないが安価なモノとしっかり環境に配慮している認証を受けた少し高価なモノ、どちらを買いますか」という問題があります。イタリアでは、養殖された水産食品に7割以上の家族が月平均2000~6000円くらい使っていて、消費者の約半分が割高だけど認証を受けた食品を買う傾向があるそうです。やっぱり、認証された商品がその効果を発揮できる条件は、消費者がその認証の意図を知っているのかどうか、もしくは、消費者が認証商品を信じているかどうか、という状況が関係しているのかな?

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Consumer Preferences for Farmed Seafood: An Italian Case Study

Domitilla Pulcini, Simone Franceschini, Luca Buttazzoni, Cristina Giannetti & Fabrizio Capoccioni Pages 445-460 | Published online: 16 Apr 2020

Come molti settori dell’economia italiana, anche l’acquacoltura ha subìto un rallentamento dovuto all’emergenza sanitaria legata alla pandemia in atto. Il lockdown con la conseguente chiusura dei ristoranti ha infatti modificato le abitudini e le attitudini dei consumatori italiani verso i prodotti ittici di allevamento. Secondo un recentissimo studio pubblicato dalla rivista scientifica internazionale Journal of Aquatic Food Product Technology dal titolo Consumer Preferences for Farmed Seafood: An Italian Case Study (Preferenze dei consumatori per il pesce d’allevamento: un caso di studio italiano) è emerso, infatti, che prima dell’emergenza sanitaria, gli italiani preferivano mangiare i prodotti dell’acquacoltura a casa (73%), ma almeno una volta al mese più di un quarto degli intervistati li consumava all’esterno: ristoranti di pesce (46%), taverne (32%) seguiti da ristoranti asiatici di sushi (25%).

«Oggi però, da un giorno all’altro, nonostante le aziende di acquacoltura abbiano continuato a avorare, rifornendo di prodotti freschi la grande distribuzione – ha spiegato Fabrizio Capoccioni, ricercatore del CREA Zootecnia e Acquacoltura, fra gli autori dello studio – sono venuti meno molti sbocchi di mercato, come le mense pubbliche e aziendali e soprattutto la ristorazione. Di questo ne hanno risentito in particolare gli allevamenti di molluschi, cioè  mitili, vongole e ostriche, che rappresentano il settore produttivo più importante per volumi in Italia.  Ciò ha comportato  che un gran quantitativo di prodotto adatto alla vendita, è rimasto in acqua invenduto».

Eppure l’acquacoltura, particolarmente in Italia, può rappresentare una soluzione alla crescente domanda di pesce, in quanto è in grado di produrre cibo fresco, da filiere corte ed estremamente controllate. Freschezza, qualità, sicurezza e sostenibilità, infatti, caratterizzano da sempre l’acquacoltura italiana, una delle migliori sul mercato, in quanto garantisce da sempre prodotti dagli elevati standard qualitativi (con controlli e mangimi di pregiata qualità ad es.), mantenendo prezzi competitivi rispetto ai prodotti esteri. Ricchi di proteine, acidi grassi nobili a lunga catena (PUFA omega-3), vitamine e minerali, inoltre, i prodotti dell’acquacoltura (pesci, molluschi e crostacei, ma anche le alghe), sono essenziali in una dieta sana e bilanciata.

«Per questo – conclude Capoccioni– il ritorno alla normalità deve rappresentare per l’acquacoltura italiana un’opportunità di rilancio, con il contributo decisivo di un consumatore consapevole, attento ed informato che sappia scegliere la qualità garantita dei nostri prodotti di allevamento».

 L’articolo è disponibile su richiesta ai seguenti indirizzi: fabrizio.capoccioni@crea.gov.it; domitilla.pulcini@crea.gov.it.